I nostri COMPAGNI… animali

amici per la vita ..Compagni per sempre

Una raccolta firme dell’Oipa contro l’ordinanza affama randagi del sindaco di Siliqua (Ca)

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Se un cane si perde a Siliqua (un paese a 35 chilometri da Cagliari) potrebbe morire di fame e sete. Una ordinanza del Sindaco del primo aprile scorso (ma non è uno scherzo) vieta, infatti, i cittadini di nutrire un randagio. A farne le spese una pensionata di 62 anni, Natalina Todde, che vedendo un setter malato e stremato (la Sardegna è fra le regioni più calde d’Italia) ad un angolo della strada poco distante dalla propria abitazione gli ha dato un po’ d’acqua ed una manciata di crocchette per cani. Ma è stata multata dai vigili comunali (105 euro). [ANSA]

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_
new.html_991316047.html

INVIA LA LETTERA DI PROTESTA!

Written by medusa

June 27th, 2009 at 12:21 pm

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Arriva la Pet airways, la compagnia aerea per soli animali

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Il 14 luglio esordisce Pet Airways, la prima compagnia aerea degli Stati Uniti che ammette a bordo solo animali e lascia a terra i padroni.
La tariffa minima per cucciolo, scrive il quotidiano Usa Today, supera di poco i 100 euro e aumenta a seconda della taglia dell’animale e della distanza percorsa.
Come i passeggeri umani, gli animali si imbarcheranno dalle proprie sale d’attesa e nelle tratte più lunghe pernotteranno in sistemazioni fatte apposta per loro.
Negli aerei Pet Airways i “viaggiatori” saranno trasportati in ceste messe dentro cabine illuminate e pressurizzate, con tanto di hostess, questa però umana, che ogni 15 minuti controllerà la situazione di gatti e cani.
I padroni potranno vedere via web in tempo reale la tratta aerea percorsa dal volo e guadagnare punti come viaggiatori abituali (frequent fliers).

Pet Airways esordirà in 5 grandi aeroporti: Washington, Chicago, New York, Denver e Los Angeles. “Il nostro è un mercato di 87 milioni di famiglie americane che hanno animali. Nei prossimi anni il nostro servizio sarà presente in 25 città degli Stati Uniti”, ha assicurato uno dei fondatori della nuova compagnia.
(Tiscali news Animali)

Written by medusa

June 26th, 2009 at 4:24 pm

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Rapporto Zoomafia, la Lav: “Affari illeciti da 3 miliardi di euro”

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22 giugno 2009. Corse clandestine di cavalli, traffico illecito di cuccioli di cani dall’est Europa, saccheggio del mare e di fauna esotica protetta, la cupola del bestiame: vale tre miliardi di euro il fatturato delle cosche della criminalità organizzata specializzata. E’ questo il dato che emerge dal rapporto Zoomafia 2009 della Lav (Lega antivivisezione), presentato nel corso del convegno sul decennale dell’Osservatorio zoomafia tenutosi a Roma. Per quanto riguarda i cavalli e le corse clandestine si stima un giro di affari di circa un miliardo di euro pari a un terzo del fatturato complessivo. Sono raddoppiate le corse bloccate dagli agenti (da 8 a 16), è aumentato il numero delle persone denunciate (da 261 a 296) e dei cavalli sequestrati (da 114 a 147), molti dei quali sottoposti a dosi massicce di doping. Il traffico dei cani dall’est: circa 500 mila i cani importati illegalmente ogni anno e venduti a prezzi elevati con falsi pedigree. Il saccheggio della natura: il traffico di fauna esotica protetta frutta 500 milioni di euro l’anno. Mentre depredare il mare vale 300 milioni di euro l’anno. Il bestiame illegale: 100 mila animali rubati ogni anno, per un valore pari a 206 milioni di euro, che con le 20 mila tonnellate sequestrate dai Nas potrebbero riempire 1.270 camion per il trasporto degli alimenti.
Le corse clandestine di cavalli e le infiltrazioni criminali nel settore dell’ippica si confermano i filoni zoomafiosi in cui la criminalità organizzata sembra concentrare sempre più prepotentemente il suo interesse: un “settore”, quello delle corse, che da solo produce un business stimato in circa 1 miliardo di euro. Nel 2008 il numero delle corse clandestine bloccate è raddoppiato: 16 rispetto alle 8 del 2007. Aumentato anche il numero delle persone denunciate, 296 rispetto alle 261 dell’anno precedente, e dei cavalli sequestrati: 147 rispetto ai 114 del 2007. Sono stati 29 gli interventi delle forze dell’ordine, mentre 1 maneggio, 23 stalle e oltre 1000 confezioni di farmaci e sostanze vietate sono stati sequestrati. I numeri diventano ancora più impressionanti se si prendono in considerazione i dati degli ultimi anni. In 11 anni, dal 1998 al 2008, sono state denunciate 2768 persone, sequestrati 851 cavalli e bloccate 75 corse clandestine. Cavalli costretti a correre su improvvisati e pericolosi circuiti stradali urbani, spesso all’imbrunire o di notte, drogati con stimolanti per aumentarne le prestazioni. Le inchieste avviate confermano che il doping non è una pratica circoscritta alle sole corse clandestine, ma interessa anche corse ufficiali. Le operazioni di polizia e le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto il mondo dell’ippica nel 2008, rappresentano l’ennesima conferma della nostra teoria del ciclo zoomafioso nell’ippica: ogni sei mesi circa, in Italia, vengono rese note vaste inchieste che coinvolgono il mondo dell’ippica. Denunce, perquisizioni, arresti e sequestri, ma alla fine poco o nulla cambia realmente. Dopo il fragore iniziale, però, l’interesse va scemando fino a un nuovo calo di attenzione che consente alle persone coinvolte, di tornare alle consuete attività, senza ulteriori clamori.
Molto preoccupante il traffico di cani importati dai Paesi dell’Est: circa 500 mila cuccioli importati illegalmente ogni anno in Italia. Nel 2008 sono aumentati i sequestri e gli interventi delle forze di polizia. I confini tra commercio legale e traffico illegale sono labili e non solo perché il tragitto e la provenienza sono gli stessi, ma perché molte volte, dietro importazioni legali e autorizzate vengono celati, tra i meandri di documentazione, certificati e passaporti, animali clandestini. Gli animali, privi di certificati d’identificazione, ovvero scortati da false certificazioni che attestano trattamenti vaccinali e di profilassi mai eseguiti, sono poi rivenduti all’interno del territorio nazionale, con riverberi fiscali illeciti di non poco conto. Stabile ma sempre allarmante il business legato alla gestione di canili “lager” (strutture spesso sovraffollate e inadeguate sotto l’aspetto igienico sanitario e strutturale) e il business sui randagi. Tutti questi traffici garantiscono agli sfruttatori di questi animali introiti stimati intorno ai 500 milioni di euro l’anno.
Fiorente il traffico illecito di fauna esotica protetta, che interessa circa un terzo di quello legale, con un business quantificabile in circa 500 milioni di euro l’anno: avorio, pappagalli, falchi, camaleonti, tartarughe, un leone, ma anche conchiglie, coralli, caviale, zampe di elefante, coccodrilli imbalsamati e prodotti in pelle di animali protetti, come leopardi, lupi, varani, e lontre. Il bracconaggio con i reati relativi all’uso e detenzione di armi e munizioni conferma la sua pericolosità. La vendita di animali imbalsamati e il traffico di fauna per l’alimentazione umana, muovono un giro d’affari di circa 5 milioni di euro.
Grande preoccupazione desta il fenomeno della cosiddetta “Cupola del bestiame” e dei reati ad essa connessi, che vanno dalle truffe ai danni dell’Erario, dell’UE e dello Stato, al traffico illegale di medicinali, dal furto di animali d’allevamento, alla falsificazione di documenti sanitari, fino al gravissimo reato di diffusione di malattie infettive, attraverso la commercializzazione di carni e derivati, provenienti da animali malati. Un business con un fatturato annuo di almeno 400 milioni di euro, la complicità di allevatori e venditori disonesti e veterinari collusi. Parallelo ma contiguo al mercato clandestino di carne, il fenomeno dell’abigeato, il furto di animali d’allevamento, che in due anni ha interessato circa 200mila animali. Altro settore di interesse criminale è quello delle sofisticazioni alimentari che nel 2008 hanno determinato un vero e proprio allarme sociale. Tonnellate di alimenti di origine animale sequestrati. Non è da sottovalutare il pericolo delle infiltrazioni della criminalità organizzata nei diversi filoni del fenomeno. Pericolo che viene preso seriamente in considerazione anche nelle ultime relazioni della DIA e che investe tutti le filiere agroalimentari. Anche i nostri servizi di informazione e sicurezza hanno segnalato il problema.
Inquietanti segnali di ripresa si sono registrati anche nella cinomachia, fenomeno che negli ultimi anni si era molto ridimensionato. Nel 2008, dopo anni, si sono registrati nuovamente denunce, sequestri e arresti: 3 persone arrestate per organizzazione di combattimenti clandestini e sei cani sequestrati. Ciò può rientrare nel fisiologico altalenarsi dei fenomeni criminali, ma ci sono altri segnali che spingono verso una più scrupolosa analisi che mira a considerare questi come degli eventi sentinella. Se negli ultimi anni diversi segnali indicavano una rassicurante quiescenza del fenomeno, platealmente diminuito in tutto il Paese, a causa, riteniamo, dell’effetto preventivo della nuova normativa penale a tutela degli animali, negli ultimi mesi indicatori contrari, segnalazioni, ritrovamenti di cani morti, denunce, suscitano nuovamente attenzione.
Il mare, saccheggiato dalle organizzazioni criminali, muove un giro d’affari annuo di circa 300 milioni di euro attraverso il traffico di datteri di mare, o di ricci, destinato al mercato clandestino di ristoratori compiacenti, all’uso delle “spadare”. Eliminare la pesca illegale in Italia non solo comporterebbe notevoli benefici ai pesci, ai mari e all’ambiente, ma sarebbe in grado anche di creare ben mille posti di lavoro in più. Anche per il pesce sono in agguato le sofisticazioni e le adulterazioni, come accertato nelle numerose operazioni di polizia giudiziaria. Sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel comparto della pesca e della vendita di pesce, si registrano diversi interventi della DIA.
Infine gli animali usati a scopo intimidatorio, come i cani utilizzati per commettere rapine, o altri animali morti usati per minacciare e spaventare. Nel 2008, rispetto all’anno precedente, i casi rilevati sono più che raddoppiati. “Le numerose inchieste giudiziarie che riguardano reati legati allo sfruttamento criminale degli animali evidenziano la presenza di gruppi particolarmente attivi, molto dinamici sotto il profilo economico, che ricorrono a modalità operative particolarmente sofisticate, dislocati su tutto il territorio nazionale e con collegamenti all’estero, possiamo parlare di una vera industria dello sfruttamento e della violenza - sostiene Ciro Troiano -. Questo fenomeno complesso nelle sue diverse sfaccettature e plurioffensivo sotto il profilo penale richiede un’ attenta azione di contrasto e l’adozione di metodologie investigative tipiche di quelle usate per contrastare la criminalità organizzata. Per questo - conclude Troiano - siamo molto preoccupati per le nuove norme sulle intercettazioni in via di approvazione che escludono la possibilità di utilizzare tale indispensabile mezzo di ricerca delle prove per crimini contro gli animali, contro l’ambiente e quelli relativi alle adulterazioni alimentari”.
(Redazione Tiscali)

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June 23rd, 2009 at 9:10 am

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Un’ Italia coatta e insensibile nella quale accadono cose che hanno dell’incredibile

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Multata per aver sfamato cane randagio

(ANSA) - CAGLIARI, 20 GIU - Se un cane si perde a Siliqua (Cagliari) potrebbe morire di fame e sete. Una ordinanza del Sindaco vieta di nutrire un randagio. A farne le spese una pensionata, Natalina Todde, 62 anni, che vedendo un cane stremato gli ha dato d’acqua e crocchette. Ma e’ stata multata dai vigili (105 euro).        “I vigili urbani sono stati solerti nel sanzionarmi ma non sono stati puntuali quando li ho invitati piu’ volte a far ospitare il setter in un centro in grado di curarlo”, ha commentato la donna.

di  ANSA


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June 20th, 2009 at 7:46 pm

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L’incredibile storia di un’amicizia ‘anomala’

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Una preda per amico

Una famiglia cinese ha preso in prestito il gatto dei vicini perché desse la caccia a un topo che si era insediato in casa. Ma i due animali sono diventati amici.

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Mr Li, di Changchun nel nord est della Cina, voleva assolutamente liberarsi di un topo che si era intrufolato nella sua casa attraverso una finestra rotta.

“Era veramente molto furbo”, ha dichiarato Li, “ho cercato di catturarlo diverse volte, ma riusciva sempre a scappare e si vendicava rosicchiando i mobili”.

L’uomo allora ha pensato di affittare il gatto dei vicini, Da Huang, pagandoli per le prestazioni del felino.

Per renderlo più motivato, Li ha chiesto di lasciare il gatto digiuno per tutto il giorno precedente.

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L’indomani mattina Da Huang è stato portato a casa di Li, ha impiegato pochissimo ad acciuffare il topo ma dopo averlo annusato lo ha lasciato andare.

“Da Huan non gli ha fatto nulla. Gli ha dato solo una zampatina, e dopo un po’ i due animali hanno cominciato a saltare e a giocare. Ed è il topo ad essere il più aggressivo.

Adesso stanno tutto il giorno insieme, e quando il topo dorme, Da Huang gli fa la guardia” ha rivelato Mr Li.

Secondo il cinese, il gatto è troppo viziato e ha perso l’istinto predatore, mangia pollo e disdegna i topi.

(Fonte: Huashang Daily attraverso l’Arresto del Carlino)

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June 19th, 2009 at 12:12 am

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L’intelligenza del pipistrello é continuo oggetto di studi

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I pipistrelli si riconoscono tra loro grazie alla voce.

Lo ha scoperto una ricerca pubblicata sulla rivista “PLoS Computational Biology“, condotta dalle università di Tubinga e Costanza, in Germania.

Secondo lo studio questi animali notturni utilizzano il loro sistema di “radar” soltanto per orientarsi nello spazio, mentre per comunicare imparano a riconoscere le voci dei loro simili. Un’abilità, secondo i ricercatori, che si rivela probabilmente utile in animali notturni come sono i pipistrelli e che, soprattutto, rappresenta un passo in avanti nella conoscenza della loro vita sociale.
La capacità distinguere la voce di ciascun individuo, ad esempio, spiegherebbe alcune attitudini dei pipistrelli finora misteriose, come la capacità di restare in gruppo volando velocemente nell’oscurità o quella di evitare comunicazioni che interferiscano con i richiami lanciati per ricevere l’eco e orientarsi.

Le vocalizzazioni sono utilizzate soprattutto per la comunicazione, ma possono trasmettere anche informazioni sull’identità dell’individuo, il genere, lo stato di salute e il comportamento.

(Redazione Tiscali)

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June 13th, 2009 at 7:51 pm

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La musica preferita dalle mucche

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Un allevatore austriaco ha creato una compilation per il suoi animali.

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Franz Koeberl ha deciso di raccogliere la musica preferita dalle mucche che alleva nella fattoria di famiglia a Birkfeld in Austria, e di farne un CD.

Franz e la sua famiglia, tutti musicisti dilettanti, hanno sempre suonato per le mucche, improvvisando concerti dal vivo.

mucche_musica2.jpg

Le melodie aiutano le mucche a produrre più latte e a farle rilassare.

“Non appena mi vedono arrivare nei pascoli con la fisarmonica, corrono verso di me e si mettono in cerchio per ascoltare la musica”, ha dichiarato Franz.

“Preferiscono Strauss, anche se io e la mia famiglia amiamo di più Mozart.

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Ma il tipo di musica che le rende veramente felice è il valzer. Quando cominciamo a suonarlo, si siedono, si rilassano e ci ascoltano attente. E producono più latte”.

(Fonte: Daily News, attraverso ‘L’arresto del Carlino’)

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June 12th, 2009 at 11:56 pm

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Strage di maiali in Egitto: la LAV scrive alle autorità

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In merito alle immagini e alle notizie diffuse di recente a livello internazionale sull’uccisione dei suini in Egitto per la prevenzione dell’Influenza suina (Influenza A/H1N1), il 1° giugno la LAV ha scritto al Ministero del Turismo egiziano e all’Ente per il Turismo dello stesso Paese per chiedere di rappresentare al Governo egiziano l’opinione dell’associazione e quella di migliaia di cittadini italiani, affinché non si ripetano più i disumani abbattimenti di suini in Egitto,

Immagini e rapporti scritti dai media egiziani hanno infatti mostrato centinaia di suini vivi e pienamente coscienti caricati uno sull’altro su camion a cielo aperto, sui quali si contorcevano e combattevano per respirare. Questi animali sono poi stati trasportati verso fosse di massa.

Come riportato dalla stampa: “Quando il camion è riempito con 400 suini, in media, è pronto per il trasporto verso la fossa di Abou Zabal. Una volta lì, un materiale simile alla sabbia viene cosparso sui suini all’interno del camion. Questo materiale è costituito da rifiuti di fabbrica. I suini iniziano a urlare a causa del dolore fino a che non muoiono, circa 30 o 40 minuti più tardi.”

Chi desidera segnalare al Ministero e all’Ente del Turismo egiziani la propria condanna per queste procedure crudeli, può scrivere agli indirizzi riportati nelle lettere che trova ai link:

http://www.lav.it/uploads/30/13579_Lettera_Egitto_Maiali_2009_1.pdf
http://www.lav.it/uploads/30/13580_Lettera_Egitto_Maiali_2.pdf

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June 10th, 2009 at 6:06 pm

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“Animali in famiglia”: dalla sezione dell’Enpa di Imola, 2 serate per conoscere gli amici a 4 zampe

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E’ intitolata “Animali in Famiglia” la lodevolissima iniziativa organizzata dall’Enpa di Imola e realizzata in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente del Comune e i volontari del canile e del gattile, per conoscere meglio gli “amici a quattrozampe”. Gli incontri, che si svolgeranno le serate del 15 e 22 giugno, approfondiranno alcuni aspetti legati alla convivenza con gli animali, alle regole da rispettare per garantire il loro benessere e alla corretta gestione del rapporto uomo-animali. Le due serate si svolgeranno presso la “Sala Europa” Pedagna Est, in via Sminatori n. 6 a partire dalle ore 20,30 fino alle 22.30 circa.

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June 9th, 2009 at 12:32 pm

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Animali da esperimento, finalmente il vento comincia a cambiare

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di Oscar Grazioli

05 Giugno 2009 - Forse il vento comincia a cambiare e non si tratta di eventi meteorologici, ma di tecniche mediche che riguardano gli animali da esperimento. La vivisezione non deve essere intesa letteralmente, ovvero il sezionare animali vivi e consapevoli, ma, come la intendeva il mio maestro Pietro Croce (e Hans Ruesch) in generale la sperimentazione sugli animali, sia essa relativa a farmaci, cosmetici, modelli chirurgici e quant’altro.

Il positivismo cartesiano, che considerava gli animali una sorta di automi incapaci di provare dolore e suscettibili di qualunque pratica potesse portare giovamento all’uomo, ci ha lasciato in eredità un pesantissimo fardello, quello della sperimentazione sugli animali e dell’estrapolazione dei risultati in campo umano. Un errore di metodo assolutamente drammatico che ha portato la scienza medica a colossali e tragici errori, dovuti a una strategia completamente errata: quella di pensare che il ratto o l’anfibio o il gatto possano avere malattie uguali a quelle umane (e già queste sono molto rare), ma soprattutto che possano rispondere ai trattamenti con un’analogia fisio-patologica che solo l’ignoranza e il business hanno potuto pensare vicina a quella dell’uomo.

Sono centinaia, anzi migliaia i farmaci studiati sui ratti che, una volta messi in commercio in campo umano, sono stati precipitosamente ritirati per avere fatto danni inaspettati. La talidomide ne è forse il capostipite quello che ha causato la tragedia più evidente, delle migliaia di focomelici che gli animali non mostrarono nelle prove. Poi c’è tutto il campo della chirurgia, dai modelli operativi animali per poter imparare a operare sull’uomo. Modelli contestati da illustri chirurghi che mettono in guardia le giovani leve sul fatto che i tessuti, i vasi e gli organi umani sono fatti in modo diverso da quello degli animali e che il vero chirurgo si forma andando “a bottega” dal collega più anziano e facendo da secondo nell’operare direttamente sull’uomo.

Il business dei trapianti cardiaci ha raggiunto l’apice della vergogna quando le savane e le giungle sono state svuotate di babbuini e altre specie candidate a “offrire” il loro cuore per la salvezza degli uomini. Potesse parlare la povera Baby Fae, la neonata che nell’84 subì un trapianto di cuore da babbuino da parte di Bailey e morì dopo 21 giorni di atroci agonie per un virus trasmessole dalla scimmia.

La buona notizia oggi è che, dal prossimo 11 giugno, presso l’università di Pisa si svolgerà un corso post-laurea che al posto di maiali vivi userà dei manichini che ricalcano perfettamente l’anatomia umana, già in uso in altre sedi come Torino e Genova, per insegnare ai laureati in campo medico le tecniche di avanguardia da attuare su pazienti traumatizzati. Considerando che, ancora oggi solo nel campo della didattica (nonostante numerosi metodi alternativi) le richieste di animali vivi rasentano il numero di 3000 ogni anno ( e vengono sempre esaudite), l’iniziativa dell’università di Pisa è meritevole di una standing ovation.

(Tiscali news Animali)

Written by medusa

June 8th, 2009 at 11:37 am

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